FUZZ GATHERING

Aggiornamento: 18 gen

Zazà è andata a vedere una mostra al posto vostro per risparmiarvi la fatica che l'arte spesso richiede. Oggi vi presentiamo l'esposizione di Barry McGee visitabile fino al 18 dicembre alla galleria Perrotin di Parigi e virtualmente qui .

Quante volte vi è capitato di visitare una mostra ed essere affascinati più dall'ambiente che dall' esposizione in sé?

Dopo qualche settimana vi sarete dimenticati del povero artista, ma almeno avete visto un bel luogo.

Visitare una mostra di Barry McGee è invece sempre un'esperienza immersiva, anche in un piccolo spazio come quello di una galleria.

I fortunati che in Italia hanno incontrato il suo lavoro all'interno di spazi industriali come la fondazione Prada a Milano o l'arsenale di Venezia nel 2001, si sono trovati in angoli bui di una città fantasma, con tanto di convenience store, camioncini e rifiuti ingombranti.

La street art allora era agli albori, ma con il suo lavoro ha sempre avuto poco a che fare: la vera protagonista è solo la strada, con tanto di graffiti.




Barry McGee entra nel sistema dell' arte con un cavallo di troia contenente all'interno oltre ai suoi minuziosi lavori grafici, opere di altri artisti e pezzi di interventi urbani trovati nelle città ospitanti. Ne sono un esempio le tag ingigantite di Amaze, i disegni del padre realizzati nei tovagliolini di carta dei bar, le scritte politiche (da sempre parte del decoro urbano da prima della nascita del writing), le fanzines, gli skateboards, le cassette e altri memorabilia di sottoculture con cui molti di noi sono cresciuti.







Sebbene gli spazi che lo ospitano siano istituzionali, le opere sono esposte all'interno in modo invasivo e coprono gli angoli più anonimi come porte, termosifoni o uscite di soccorso.





La visione è sovvertita: la cornice diventa contenuto e viceversa.

Una volta che lo spettatore è ben immerso in questa atmosfera, può finalmente godersi il lavoro dell'artista: la ricerca sul colore attraverso i pattern, lo studio sulla calligrafia e i minuziosi interventi decorativi che vanno ad impreziosire supporti poveri come vasi di carta, piatti di terracotta o mini bottiglie di superalcolici dei minimarket che riscaldano i viandanti nelle fredde notti lungo le strade delle città di tutto il mondo.

Questo e molto altro ancora.

Philippe Davvero



Barry McGee nasce nel 1966 a S.francisco da madre sino-americana segretaria e padre carrozziere di origini irlandesi, specializzato in customizzazione di automobili e camion.

Assieme alla prima moglie Margaret Kilgallen,

gli è stato associato un movimento artistico chiamato “Mission School”o “New folk”, influenzato dal realismo urbano, graffiti, attivismo sociale e arte folkloristica americana.

Foto di Pierluca Galvan



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