SI DICE SQUAZ, SI SCRIVE SQUAZ, SI LEGGE SQUAZ

Aggiornamento: 18 gen

Dalla sua bio, pescata in web.


Sono nato a Taranto nel 1970 e, dopo la maturità, mi sono trasferito a Milano per studiare Illustrazione all’Istituto Europeo di Design.

I miei primi contatti con il mondo del fumetto sono stati nell’ambiente dell’underground, al quale ho fatto riferimento per tutta la prima parte del mio percorso.

Ho pubblicato su alcune delle maggiori riviste italiane come Rolling Stone, Xl di Repubblica, Linus, Internazionale e La Lettura del Corriere della Sera, e ho realizzato diversi graphic-novels, tra i quali Pandemonio, in coppia con lo scrittore Gianluca Morozzi, che ci è valso il Premio Micheluzzi come miglior libro al Napoli Comicon. Poi sono arrivati “Minus Habens”, “Le 5 Fasi” con il collettivo Dummy, “La Soffitta” con AkaB, “L’Eredità” e “Tutte le ossessioni di Victor” su testi di Davide Calì.

Dal 2018 faccio parte del collettivo editoriale Progettostigma, per il quale ho dato alle stampe “Sarò Breve”, un’antologia dei miei fumetti brevi degli ultimi vent’anni.


Qui una finta intervista di AlePop ad AlePop - Inserita nel suo libro "Sarò breve"


"SQUAZ, IL MIO AMICO PRESIDENTE (E NON DICO ALTRO)"


Quando hai conosciuto Squaz?

Nell'estate del 1993 in Toscana. Eravamo grafici volontari presso la festa nazionale di un'associazione ambientalista. Lavoravamo legati al tavolo da disegno con una grossa catena. Dovevamo produrre centinaia di flyer per

i kapò green. Riuscimmo a fuggire da quel gulag ecostalinista grazie ad una mandria di cinghiali che assaltò l'area, in cerca di animalisti da mangiare.

Ci salutammo, consci che non ci saremmo più rivisti.


Invece vi siete incontrati di nuovo.

Sì, nell'autunno successivo, in quel di Lucca Comics.

All'epoca mi facevo di fumettina e cercavo pusher nazionali ed internazionali per perdermi in mondi artificiali. Squaz mi si parò davanti. Alto, magro e con una parrucca di Frank Zappa in testa. Estrasse da una cartellina che odorava di "Eau de Ilva" una serie di disegni e mi chiese: "Che ne pensi?". Al primo sguardo vidi che erano simili allo stile di Pazienza.


Qui apro una parente. (

In quegli anni, la Regione Puglia esportava cloni della rockstar fumettistica cresciuta a San Severo. Giovani di belle speranze arrivavano in Val Padana, morsi dalla Tarantula Pazientula.

A Bologna scoppiavano spesso risse, con lotte di pennino all’ultimo inchiostro, tra copiatori locali della buonanima ed esponenti dei clan pugliesi. Vennero istituite in tutto il Nord delle ronde apposite che ricacciavano verso il meridione questi pedissequi ricalcatori.

Erano molesti, tentavano di vendere nei ristoranti mazzi di disegnini finti del compianto Andrea. Squaz l'aveva fatta franca, viveva in incognito. Imparato il milanese, si spacciava per il geometra Zamberletti.

Chiudo la parente. )


Squaz mi tendeva quei fogli pieni di déjà vu.

Gli dissi con dolcezza virulenta: "Paz si rivolta nella tomba, sappilo! Fai qualcosa di tuo!". Una zaffata d’ascella di un otaku invase le mie narici e svenni, cadendo sul pavimento dello stand. Nella calca nessuno mi soccorse.

Mi risvegliai giorni dopo, nella discarica della città toscana, tra copiosi rifiuti di Lucca Comics: scatoloni con migliaia di albi invenduti, autori caduti in declino, fans compulsivi richiedenti disegnini in omaggio.


Squaz, che fine fece?

Traumatizzato dalla mia risposta, un po’ stordito e intossicato dalla medesima ascella killer, entrò in un CDEF_PAZ (Centro Disintossicazione Emuli Farlocchi di Pazienza).

Dopo qualche mese, completamente ripulito nel cervello e con la mano utilizzata per disegnare riconvertita, tornò ad interpretare il meridionale creativo dello IED che cerca di concupire le meneghine snob.


Nel 1995 ci ritrovammo all’Happening Underground, da lontano sventolò dei disegni. Perdendo la sua proverbiale pacatezza british-tarantina, fece la voce grossa e mi bisbigliò sommessamente nell’orecchio: “Allora, ho trovato il me o sono ancora la progressione dell’altrui?”.

Risposi: “Squaz hai divorato i fantasmi e ora sono iti dal tuo cervello

posteriore sino alla mente di un impiastratavole di Bisceglie. Per sempre. Vai e scassa la minchia al mondo intero con le tue storielle.”.

Poi, per rispettare le sacre regole del luogo in cui eravamo, un centro sociale serio, aggiunsi: “Per caso, c'hai ‘na canna?”.


E aveva la canna?

No, ma il guaglione nella capa teneva quintali di sostanze psicotrope naturali. Da quel momento non si è più fermato. I suoi disegni, molto personali, trotterellavano sulle pagine di decine di riviste e fanzine, nei poster, nei flyer e in ogni dove.


Da allora non vi siete più rivisti de visu?

No. Io mi chiusi in casa, dopo aver seguito un corso online per diventare misantropo professionista.

Ci si spiava su progetti editoriali autoprodotti, che spesso rimanevano invenduti e si riutilizzavano come zeppe per tavoli traballanti.


Del progetto IUK, per La Repubblica XL, che mi dici?

Ci siamo divertiti un sacco. Ancora ridiamo, quando ne parliamo ai reciproci analisti. Realizzare strip in spazi di 3 x 18 cm con tematiche del tipo Lou Reed VS La Macarena, Lindo Ferretti VS Satana, Puffo Robot VS Vasco Brondi, era sempre stato il nostro sogno segreto di fumettieri.

Spero che un giorno venga editato un microbook con tutte le spisciose gag che abbiamo creato, accludendovi un microscopio per gustare appieno il nostro Bacterio Style.


Come lo vedi il futuro di Squaz?

Una maga, a cui ho telefonato, mi ha predetto che diverrà il primo Presidente della Repubblica fumettiere. Farà costruire un monumento dedicato al Cartoonist Ignoto.

Ogni domenica leggerà capolavori dei comics al popolo, in tivvì e on line.

Poi un corazziere chef poserà sul tavolo presidenziale un piatto di orecchiette alle cime di rapa e lui le mangerà lentamente, condividendo quel magico momento con l’intera nazione.

Si assopirà, grazie ad una tiepida papagna digestiva. L’Italia intera sarà orgogliosa di quel capo di stato così riflessivo e ponderato.

Io, dalla mia torre d’avorio, dirò alle genti che passeranno: “Quello è il mio amico presidente e non dico altro”.


SQUAZ collaborerà con ZazaMag.

Per conoscere meglio il suo pianeta fantagrafico trovate quasi tutto qui>>>>

https://www.facebook.com/pasqualesquaz


ILLUSTRAZIONI © SQUAZ


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